Rielaborazione di Luigi Benedetto Parziale del Sito del corso 62-65 dell’allora “Collegio Navale F. Morosini” realizzato da Attilio Fantoni
Scuola Navale Militare “F. Morosini”
Corso 1962 - 1965
“Signum Victoriae Victoriam Teneant”
Incontro sul Vespucci
Napoli, 14 maggio 2025
Il Morosini alla conquista di Napoli:
Tra Mare e Quartieri Spagnoli.
Il Tour Sociale proposto da Monica.
Cosa succede quando un gruppo di ex allievi della Scuola Navale Militare F.
Morosini molla gli ormeggi a Venezia per approdare all'ombra del Vesuvio? Succede
che l'eleganza del Vespucci incontra l'anima verace dei Quartieri Spagnoli, in un mix
perfetto di "vento in poppa" e spirito di corpo.
Fondazione Eos (Sito)
Dopo aver reso omaggio alla "Nave più bella del mondo", la giornata ha preso una
piega più culturale. Accolti da Monica, siamo entrati nel quartier generale della
Fondazione Eos. Qui, il racconto del loro lavoro quotidiano ci ha ricordato che, se il
mare è difficile da navigare, la realtà sociale di certi quartieri richiede una bussola
ancora più precisa. Un momento di riflessione necessario prima di tuffarci nel
labirinto di vicoli.
Situata strategicamente in Via Toledo, a un passo dal dedalo dei Quartieri Spagnoli,
la Fondazione Eos Onlus non è un semplice ufficio, ma un presidio di umanità.
Come ci ha spiegato Monica, la Fondazione ha raccolto l'eredità storica del
consultorio dell'Istituto Toniolo, diventando un punto di riferimento per le famiglie
napoletane.
Cosa fanno concretamente? Il loro non è "assistenzialismo", ma un lavoro chirurgico
di supporto:
•
Consultorio Familiare: Offrono percorsi psicologici, medici e legali. È il luogo dove
le coppie in crisi o i genitori in difficoltà trovano una bussola.
•
Tutela dell'Infanzia: Uno dei pilastri è il contrasto al maltrattamento e all'abuso.
Lavorano con i tribunali e le scuole per proteggere i "piccoli leoni" che crescono in
contesti complessi.
•
Spazio Adolescenti: In un quartiere dove la strada può essere una maestra
difficile, Eos offre ascolto ai ragazzi, affrontando temi come il bullismo o il disagio
emotivo.
Sentire Monica parlare della missione della Fondazione ci ha fatto capire quanto sia
profondo il legame tra la struttura e il territorio. Non aspettano che le persone
bussino alla porta; la Fondazione è immersa nel quartiere, ne respira le fatiche e ne
cura le ferite invisibili. È stato un onore per noi, ex allievi del Morosini (abituati a
valori come la solidarietà e l'impegno), vedere come questi principi vengano
applicati ogni giorno sul "campo di battaglia" sociale di Napoli.
Così la Fondazione Eos ci ricorda sul loro Sito
Il Tour Sociale con Valeria
A guidarci è stata Valeria, che non è una semplice guida: è la "custode" dei segreti
dei Quartieri (abita e vive nei Quartieri). Con lei, i Quartieri Spagnoli non sono solo
strade, ma un organismo vivo.
Tra le tante cose interessanti e la pittoresca vita pulsante dei Quartieri ci piace
sottolineare alcuni tra i momenti più divertenti e significativi:
•
Il battesimo di Betto: Non si può dire di aver vissuto Napoli senza la limonata a
"gambe aperte". Betto ha affrontato la sfida con lo stoicismo di un Capitano di
lungo corso, imparando che il bicarbonato non perdona chi tiene troppo vicino il
bicchiere senza divaricare le gambe!
•
Luigi e la "Fede" Azzurra: Tra un vicolo e l'altro, Luigi ha ceduto al fascino dei
cartonati del Napoli. Un po' per goliardia, un po' per mimetizzarsi tra i campioni
d'Italia, si è prestato a foto che rimarranno negli annali del gruppo.
•
Icone e Chiacchiere: Abbiamo reso omaggio ai murales dei due "Santi"
protettori della zona: Totò, l'anima ironica, e Maradona, il dio profano. Ma il vero
momento magico è stato l'incontro con una simpatica vecchietta del posto: un
"libro aperto" che ci ha raccontato la vita di chi quei vicoli li abita da sempre.
Durante la passeggiata, Valeria ci ha fatto riflettere sulla trasformazione urbana.
Quelli che un tempo erano bassi o magazzini, oggi diventano moderni
appartamenti e B&B. È il fascino della gentrificazione: un delicato equilibrio tra la
necessità di aprirsi al turismo e il rischio di perdere quell'autenticità che rende i
Quartieri Spagnoli un luogo unico al mondo.
Dalla disciplina del Morosini al caos armonioso di Napoli, il filo conduttore è
rimasto lo stesso: l'amicizia. Siamo tornati a casa con il sapore del limone, la vista
dei murales e la consapevolezza che, ovunque andiamo, il nostro gruppo sa come
"navigare" in ogni situazione.
Lettera di Ringraziamento per Monica
Oggetto: Un approdo speciale nel cuore di Napoli
Cara Monica,
a nome di tutto il gruppo di ex allievi del Morosini, volevamo ringraziarti di cuore per
l’accoglienza straordinaria che ci hai riservato.
La nostra giornata a Napoli era iniziata all’insegna della tradizione marittima sul
Vespucci, ma è stato l’incontro con te a darle un significato più profondo. Entrare nella
sede della Fondazione Eos ci ha permesso di gettare lo sguardo oltre la cartolina
turistica della città.
Siamo rimasti sinceramente colpiti dal lavoro che tu e i tuoi colleghi portate avanti ogni
giorno. In un’epoca in cui si parla spesso di 'tempeste' sociali, è stato d’ispirazione vedere
come la Fondazione Eos operi come un vero faro, offrendo una rotta sicura a tante
famiglie e ragazzi in difficoltà.
Grazie per averci aperto le porte del vostro 'quartier generale' e per averci ricordato che,
anche nei vicoli più stretti, con la giusta dedizione, si può sempre vedere l'Aurora (nella
mitologia greca la Dea Eos è l’Aurora).
Con profonda stima e amicizia,
I tuoi compagni di corso del Morosini
Napoli, il Vespucci, i Quartieri Spagnoli, il Cristo velato……
…ma qui non si mangia?
Secondo le migliori tradizioni di questi incontri “Morosiniani” non è stata
trascurata la componente enogastronomica.
Oltre a pastarelle, gelati, street food e quant’altro, abbiamo passato due
fantastiche serate in due ristoranti tipici scelti da Mimma.
La sera del 13 da Pino
Ci troviamo nel cuore del quartiere Chiaia, a due passi da dove siamo alloggiati.
Ristorante pizzeria molto carino. Il locale è particolare: la sala è circondata da un
bellissimo giardino.
Siamo venuti per la pizza e nessuno è rimasto deluso, davvero una pizza ottima,
…….come ottimi i primi piatti, la carne, il pesce, i fritti e i contorni (i soliti
abbuffoni non si sono fatti mancare nulla). Non voglio parlare del bere perché ho
visto cose che voi umani non potreste capire.
Questi sono i momenti delle riunioni di Corso che preferisco.
La sera del 14 da Signora Bettola
Un’appetitosa esperienza culinaria (leggasi abbuffata) nel cuore della tradizione
partenopea, dove ogni piatto è un racconto d’amore per la cucina (il tono aulico è
dovuto). Tutti i piatti sono stati gustosi e molto appetitosi, tutti i commensali
hanno fatto onore alla indiscussa fama del Corso 62-65. Non ha guastato che il
luogo si presentasse molto bene e che il personale fosse molto gentile.
Il Vespucci e noi: un salto a bordo tra tradizione e hi-tech
Voglio descrivere la giornata guardandola dal punto di vista di chi è stato imbarcato sul Vespucci.
Per chi c’è stato imbarcato, tornare sul Vespucci a Napoli non è stata solo una visita
guidata, ma una specie di corto circuito temporale. Per alcuni di noi, ex allievi del
Morosini, ed ex allievi del Corso Grifoni, varcare quella passerella è stato un po'
come rientrare a casa, anche se la casa in questione ha deciso di rifarsi il look in
modo radicale.
La prima sensazione è stata strana: la nave è esattamente come la ricordavamo,
eppure è completamente diversa. È lo stesso profumo di legno e cima, la stessa
maestosità che ti fa sentire piccolo, ma sotto il cofano (o meglio, sotto il ponte)
batte un cuore tecnologico che ai nostri tempi avremmo definito fantascienza.
Abbiamo ritrovato la "nostra" nave racchiusa in una struttura modernissima, un mix
perfetto tra tradizione marinara e ingegneria del futuro.
L'accoglienza del Comandante e dell'equipaggio è stata impeccabile: una cordialità
autentica, da "colleghi" di generazioni diverse. Passare dal Salone di
rappresentanza, (sul cassero, con balcone vista mare) dove per un attimo ci siamo
sentiti quasi importanti tra un aperitivo e una tartina, alla Mensa Allievi (Quadrato
allievi 1a e 2a squadra) per un pranzo informale è stato il vero colpo al cuore.
Seduti a quei tavoli, il rumore dei vassoi e il brusio ci hanno riportato dritti ai nostri
imbarchi. La retorica l'abbiamo lasciata in banchina; a bordo c'era solo l'emozione
pura di chi sa cosa significhi dormire in amaca e sentire la nave che vive sotto i
piedi.
È stata una giornata intensa, carica di quella malinconia bella che non rattrista, ma
unisce. Il Vespucci resta la "nave più bella del mondo".