Articoli recenti
In questa pagina vengono pubblicati gli articoli che i Grifoni scrivono e che reputano meritevoli di essere condivisi. Non è un forum con la presenza di un mediatore e pertanto tali articoli saranno visualizzabili così come inviati. L’indirizzo mail di invio è: corsogrifoni@gmail.com I contenuti di questa pagina, trascorse alcune settimane dalla pubblicazione, vengono trasferiti nello “ Zibaldone dei nostri ricordi ”.
Corso Grifoni
Accademia Navale 1965-1969
Sito realizzato da Gaetano Gallinaro e rivisto da Benedetto Parziale anche con le idee e il materiale di Attilio Fantoni e il contributo di TANTI = Mappa del sito e istruzioni =
Vista l'attuale situazione nel Golfo, pubblico più che volentieri questa pagina di storia recente, pagina che voglio intitolare Orgoglio Grifone. Grazie Franco, da parte di tutti i Grifoni. Data l’attualità non sposto ancora l’articolo nello Zibaldone.
Prendendo spunto dalle recenti regate preliminari di Coppa America ho voluto spronare Gaetano Gallinaro a raccontarci della sua esperienza di costruttore e armatore di barche a vela. Lo conoscete non è facile tirargli fuori qualche cosa ma, con le dovute insistenze, mi ha mandato una bella storia di mare, sicuramente da tramandare. Una bella storia di mare, sicuramente da tramandare AC17 è la risposta “gaetana” (di nome e di fatto) ai mostri tecnologici AC75 della Coppa America. Ecco le caratteristiche di questa barca lunga 5,15 mt: - Scafo robusto in tradizionale vetroresina senza alcuna contaminazione con carbonio. - Abolizione della ferramenta in acciaio inox sostituendo anche gli arridatoi con economici paranchetti di cima. - Adozione di albero e boma accroccati con tubi commerciali di alluminio da 3€ al metro. - Utilizzo esclusivo di vele vecchie dismesse (meglio se da altri) con preferenza di diverse colorazioni. Consiglio pratico: in regata sbarcare tattico e navigatore preferendo presenze femminili che sostengono e incoraggiano lo skipper. Va detto che nel video questa barca, nonostante tutto, non sfigurava rispetto a una stella… La realizzai per sperimentare le linee d’acqua di uno scafo che mi piaceva, prima di iniziare la produzione commerciale di un successivo prototipo cabinato di 21 piedi (vedi foto). Probabilmente la genetica in qualche modo indirizza le persone. Nel 1872 nasceva a Gaeta mio nonno Gaetano Gallinaro, ingegnere navale, che ha vissuto fino al mio anno di nascita (1947); egli era il rappresentante RINA per il Lazio e isole, figlio di un costruttore navale che, in una cittadina piccola come Gaeta, ha costruito anche velieri (classe stella) dell’ordine di 1000 tonnellate. Nel museo navale di Pegli è custodito un quadro che lo certifica.
Voglio ricordare l’amico Sandro parlando di un aspetto poco conosciuto del suo amore per la Marina e per il mare. Oltre al suo impegno al Museo Storico Navale e al suo continuo prodigarsi per la Marina Militare è stato anche un attento e acuto studioso molto apprezzato nell’ambito accademico. Così si parla di lui nel mondo della Società Italiana di Storia Militare. Il legame tra l'Ammiraglio Alessandro Ronconi e la storia navale e militare rappresenta un tassello cruciale per comprendere l'evoluzione dell'apparato industriale italiano a cavallo tra il XIX e il XX secolo. I suoi lavori storiografici si concentrano principalmente su un aspetto ben preciso: la cantieristica navale come motore geopolitico e militare. Anziché limitarsi alle sole cronache delle battaglie, l'approccio di Ronconi unisce l'economia industriale alla strategia marittima, evidenziando come la nascita della moderna Marina italiana sia stata indissolubilmente legata alla capacità costruttiva delle città-fabbrica e ai flussi commerciali globali. I temi cardine della sua ricerca Il Polo di Livorno e la svolta tecnologica: Nel suo saggio "Livorno e lo sviluppo della moderna industria navalmeccanica", Ronconi esamina la transizione cruciale della cantieristica marittima toscana (guidata dallo storico insediamento del Cantiere Navale Orlando). L'analisi evidenzia come Livorno sia stata il laboratorio della modernizzazione della Regia Marina, trasformando la produzione navale da artigianale (legno e vela) a industriale pesante (acciaio, corazze e vapore). Geopolitica delle Esportazioni: La produzione storiografica di Ronconi mette in luce un aspetto spesso trascurato: l'Italia di inizio Novecento non costruiva navi solo per sé, ma era un'esportatrice globale di tecnologia militare. I cantieri italiani vendevano unità da guerra all'avanguardia a potenze straniere, inserendosi direttamente nei giochi di equilibrio mondiali. La Prospettiva Globale (Il caso di Tsushima): Nel saggio "L'industria navale italiana e la battaglia di Tsushima (pag. 75)", pubblicato nei Quaderni della Società Italiana di Storia Militare (SISM), l'autore crea un ponte ideale tra i cantieri del Mediterraneo e l'Estremo Oriente. Ronconi analizza l'impatto che gli incrociatori corazzati di progettazione e costruzione italiana (come la classe Giuseppe Garibaldi, di cui il Giappone acquistò due storiche unità) ebbero nel determinare la clamorosa vittoria giapponese contro la flotta russa nel 1905. Il Valore Storiografico Attraverso la collaborazione con istituti e riviste di settore come la SISM, le ricerche di Alessandro Ronconi contribuiscono a dimostrare una tesi fondamentale della storia militare moderna: una grande Marina non si improvvisa in mare, ma si costruisce anzitutto a terra, tramite una solida convergenza tra finanza bancaria, acciaierie e ingegneria dei cantieri navali nazionali.
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Prendendo spunto dalle recenti regate preliminari di Coppa America ho voluto spronare Gaetano Gallinaro a raccontarci della sua esperienza di costruttore e armatore di barche a vela. Lo conoscete non è facile tirargli fuori qualche cosa ma, con le dovute insistenze, mi ha mandato una bella storia di mare, sicuramente da tramandare. Una bella storia di mare AC17 è la risposta “gaetana” (di nome e di fatto) ai mostri tecnologici AC75 della Coppa America. Ecco le caratteristiche di questa barca lunga 5,15 mt: - Scafo robusto in tradizionale vetroresina senza alcuna contaminazione con carbonio. - Abolizione della ferramenta in acciaio inox sostituendo anche gli arridatoi con economici paranchetti di cima. - Adozione di albero e boma accroccati con tubi commerciali di alluminio da 3€ al metro. - Utilizzo esclusivo di vele vecchie dismesse (meglio se da altri) con preferenza di diverse colorazioni. Consiglio pratico: in regata sbarcare tattico e navigatore preferendo presenze femminili che sostengono e incoraggiano lo skipper. Va detto che nel video questa barca, nonostante tutto, non sfigurava rispetto a una stella… La realizzai per sperimentare le linee d’acqua di uno scafo che mi piaceva, prima di iniziare la produzione commerciale di un successivo prototipo cabinato di 21 piedi (vedi foto). Probabilmente la genetica in qualche modo indirizza le persone. Nel 1872 nasceva a Gaeta mio nonno Gaetano Gallinaro, ingegnere navale, che ha vissuto fino al mio anno di nascita (1947); egli era il rappresentante RINA per il Lazio e isole, figlio di un costruttore navale che, in una cittadina piccola come Gaeta, ha costruito anche velieri (classe stella) dell’ordine di 1000 tonnellate. Nel museo navale di Pegli è custodito un quadro che lo certifica.
Voglio ricordare l’amico Sandro parlando di un aspetto poco conosciuto del suo amore per la Marina e per il mare. Oltre al suo impegno al Museo Storico Navale e al suo continuo prodigarsi per la Marina Militare è stato anche un attento e acuto studioso molto apprezzato nell’ambito accademico. Così si parla di lui nel mondo della Società Italiana di Storia Militare. Il legame tra l'Ammiraglio Alessandro Ronconi e la storia navale e militare rappresenta un tassello cruciale per comprendere l'evoluzione dell'apparato industriale italiano a cavallo tra il XIX e il XX secolo. I suoi lavori storiografici si concentrano principalmente su un aspetto ben preciso: la cantieristica navale come motore geopolitico e militare. Anziché limitarsi alle sole cronache delle battaglie, l'approccio di Ronconi unisce l'economia industriale alla strategia marittima, evidenziando come la nascita della moderna Marina italiana sia stata indissolubilmente legata alla capacità costruttiva delle città-fabbrica e ai flussi commerciali globali. I temi cardine della sua ricerca Il Polo di Livorno e la svolta tecnologica: Nel suo saggio "Livorno e lo sviluppo della moderna industria navalmeccanica", Ronconi esamina la transizione cruciale della cantieristica marittima toscana (guidata dallo storico insediamento del Cantiere Navale Orlando). L'analisi evidenzia come Livorno sia stata il laboratorio della modernizzazione della Regia Marina, trasformando la produzione navale da artigianale (legno e vela) a industriale pesante (acciaio, corazze e vapore). Geopolitica delle Esportazioni: La produzione storiografica di Ronconi mette in luce un aspetto spesso trascurato: l'Italia di inizio Novecento non costruiva navi solo per sé, ma era un'esportatrice globale di tecnologia militare. I cantieri italiani vendevano unità da guerra all'avanguardia a potenze straniere, inserendosi direttamente nei giochi di equilibrio mondiali. La Prospettiva Globale (Il caso di Tsushima): Nel saggio "L'industria navale italiana e la battaglia di Tsushima (pag. 75)", pubblicato nei Quaderni della Società Italiana di Storia Militare (SISM), l'autore crea un ponte ideale tra i cantieri del Mediterraneo e l'Estremo Oriente. Ronconi analizza l'impatto che gli incrociatori corazzati di progettazione e costruzione italiana (come la classe Giuseppe Garibaldi, di cui il Giappone acquistò due storiche unità) ebbero nel determinare la clamorosa vittoria giapponese contro la flotta russa nel 1905. Il Valore Storiografico Attraverso la collaborazione con istituti e riviste di settore come la SISM, le ricerche di Alessandro Ronconi contribuiscono a dimostrare una tesi fondamentale della storia militare moderna: una grande Marina non si improvvisa in mare, ma si costruisce anzitutto a terra, tramite una solida convergenza tra finanza bancaria, acciaierie e ingegneria dei cantieri navali nazionali.
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Prendendo spunto dalle recenti regate preliminari di Coppa America ho voluto spronare Gaetano Gallinaro a raccontarci della sua esperienza di costruttore e armatore di barche a vela. Lo conoscete non è facile tirargli fuori qualche cosa ma, con le dovute insistenze, mi ha mandato una bella storia di mare, sicuramente da tramandare. Una bella storia di mare AC17 è la risposta “gaetana” (di nome e di fatto) ai mostri tecnologici AC75 della Coppa America. Ecco le caratteristiche di questa barca lunga 5,15 mt: - Scafo robusto in tradizionale vetroresina senza alcuna contaminazione con carbonio. - Abolizione della ferramenta in acciaio inox sostituendo anche gli arridatoi con economici paranchetti di cima. - Adozione di albero e boma accroccati con tubi commerciali di alluminio da 3€ al metro. - Utilizzo esclusivo di vele vecchie dismesse (meglio se da altri) con preferenza di diverse colorazioni. Consiglio pratico: in regata sbarcare tattico e navigatore preferendo presenze femminili che sostengono e incoraggiano lo skipper. Va detto che nel video questa barca, nonostante tutto, non sfigurava rispetto a una stella… La realizzai per sperimentare le linee d’acqua di uno scafo che mi piaceva, prima di iniziare la produzione commerciale di un successivo prototipo cabinato di 21 piedi (vedi foto). Probabilmente la genetica in qualche modo indirizza le persone. Nel 1872 nasceva a Gaeta mio nonno Gaetano Gallinaro, ingegnere navale, che ha vissuto fino al mio anno di nascita (1947); egli era il rappresentante RINA per il Lazio e isole, figlio di un costruttore navale che, in una cittadina piccola come Gaeta, ha costruito anche velieri (classe stella) dell’ordine di 1000 tonnellate. Nel museo navale di Pegli è custodito un quadro che lo certifica.
Voglio ricordare l’amico Sandro parlando di un aspetto poco conosciuto del suo amore per la Marina e per il mare. Oltre al suo impegno al Museo Storico Navale e al suo continuo prodigarsi per la Marina Militare è stato anche un attento e acuto studioso molto apprezzato nell’ambito accademico. Così si parla di lui nel mondo della Società Italiana di Storia Militare. Il legame tra l'Ammiraglio Alessandro Ronconi e la storia navale e militare rappresenta un tassello cruciale per comprendere l'evoluzione dell'apparato industriale italiano a cavallo tra il XIX e il XX secolo. I suoi lavori storiografici si concentrano principalmente su un aspetto ben preciso: la cantieristica navale come motore geopolitico e militare. Anziché limitarsi alle sole cronache delle battaglie, l'approccio di Ronconi unisce l'economia industriale alla strategia marittima, evidenziando come la nascita della moderna Marina italiana sia stata indissolubilmente legata alla capacità costruttiva delle città-fabbrica e ai flussi commerciali globali. I temi cardine della sua ricerca Il Polo di Livorno e la svolta tecnologica: Nel suo saggio "Livorno e lo sviluppo della moderna industria navalmeccanica", Ronconi esamina la transizione cruciale della cantieristica marittima toscana (guidata dallo storico insediamento del Cantiere Navale Orlando). L'analisi evidenzia come Livorno sia stata il laboratorio della modernizzazione della Regia Marina, trasformando la produzione navale da artigianale (legno e vela) a industriale pesante (acciaio, corazze e vapore). Geopolitica delle Esportazioni: La produzione storiografica di Ronconi mette in luce un aspetto spesso trascurato: l'Italia di inizio Novecento non costruiva navi solo per sé, ma era un'esportatrice globale di tecnologia militare. I cantieri italiani vendevano unità da guerra all'avanguardia a potenze straniere, inserendosi direttamente nei giochi di equilibrio mondiali. La Prospettiva Globale (Il caso di Tsushima): Nel saggio "L'industria navale italiana e la battaglia di Tsushima (pag. 75)", pubblicato nei Quaderni della Società Italiana di Storia Militare (SISM), l'autore crea un ponte ideale tra i cantieri del Mediterraneo e l'Estremo Oriente. Ronconi analizza l'impatto che gli incrociatori corazzati di progettazione e costruzione italiana (come la classe Giuseppe Garibaldi, di cui il Giappone acquistò due storiche unità) ebbero nel determinare la clamorosa vittoria giapponese contro la flotta russa nel 1905. Il Valore Storiografico Attraverso la collaborazione con istituti e riviste di settore come la SISM, le ricerche di Alessandro Ronconi contribuiscono a dimostrare una tesi fondamentale della storia militare moderna: una grande Marina non si improvvisa in mare, ma si costruisce anzitutto a terra, tramite una solida convergenza tra finanza bancaria, acciaierie e ingegneria dei cantieri navali nazionali.