Articoli recenti
In questa pagina vengono pubblicati gli articoli che i Grifoni scrivono e che reputano meritevoli di essere condivisi. Non è un forum con la presenza di un mediatore e pertanto tali articoli saranno visualizzabili così come inviati. L’indirizzo mail di invio è: corsogrifoni@gmail.com I contenuti di questa pagina, trascorse alcune settimane dalla pubblicazione, vengono trasferiti nello “ Zibaldone dei nostri ricordi ”.
Corso Grifoni
Accademia Navale 1965-1969
Sito realizzato da Gaetano Gallinaro e rivisto da Benedetto Parziale anche con le idee e il materiale di Attilio Fantoni e il contributo di TANTI = Mappa del sito e istruzioni =
IOIA - Amico da sempre La nostra prima franchigia (al Morosini), ancora in divisa da casa, al Lido di Venezia nell’ottobre 1962 Ero a bordo del vaporino che, dalla stazione di Santa Lucia, mi avrebbe portato a Sant’Elena, sede dell’allora Collegio Navale “Morosini”. Estate del 1962 appena terminata, con ancora nelle orecchie “Cuando calienda el sol” dei Los Hermanos Rigual, tormentone del periodo oppure “Let’s twist again” di Chubby Checker. Avevo vinto il concorso per il Collegio navale ed ero in viaggio, portando con me “solamente lo spazzolino da denti”, come recitava la lettera di convocazione, rigorosamente in giacca e cravatta nonostante il caldo afoso. Mia madre, per farmi sentire già adulto, era scesa alla stazione di Padova, lasciandomi compiere l’ultimo tratto da solo, responsabile, da allora in poi, di ogni azione, da ometto. Sul ponte del traghetto, con l’aria in faccia, pensavo a cosa mi avrebbe aspettato ora che dovevo sbrigarmela da solo. Vedo poco distante un altro ragazzo, poco più alto di me, anche lui in giacca e cravatta e senza bagaglio: ci guardiamo e, non ricordo bene chi fece la prima mossa, ma ci siamo avvicinati e chiesti: anche tu vai al Morosini? Sì, piacere, mi chiamo Alessandro Valentini, vengo da Carbonia (pronunciata con lo “o” molto stretta), sai dove si trova? In Sardegna, credo, gli rispondo. Bravo, sei fra i pochi che lo sanno. Una vigorosa stretta di mano, una solidarietà che inizia così, spontaneamente. Mi chiamo Alessandro ma in casa tutti mi chiamano Joia. Che liceo? Classico. Che matricola ti hanno assegnato? La sua era 303, la mia 301. Ma allora tu sei il Capocorso, mi dice. Sbarchiamo insieme a Sant’Elena, percorriamo il centinaio di metri fra gli alberi, valichiamo il ponticello (che poi ci sarebbe diventato tanto familiare, sovrastato da “Camillo”, il leone alato di San Marco che, sulla colonna di ingresso, fa buona guardia). La sera, non lo nego, dopo la prima vestizione da marinaretti, il taglio dei capelli e le prime nozioni di disciplina, una punta di nostalgia e di riflessione. Così, dopo la frugale e velocissima cena, prima dell’adunata per salire al dormitorio, mi ritrovo su una panchina: Ioia mi raggiunge, si siede vicino a me, mi mette una mano sulla spalla e mi dice: ora ce la dobbiamo sbrigare da soli! Non ci siamo più lasciati, tre anni di Scuola Navale Militare, quattro di Accademia, le campagne estive su “Vespucci” e “San Giorgio”, poi imbarchi differenti, io sui sommergibili, lui sulle “navi grigie”. Ma ad ogni occasione di incontro, abbracci fraterni, confidenze, stessa sincera vicinanza, come quel primo giorno sul vaporino! Tutta la vita ci siamo voluti veramente bene, senza ombre, senza un solo screzio, sempre lealmente vicini. Vacanze insieme al mare ed al soggiorno di Cortina (era un ottimo, instancabile pianificatore di gite e camminatore), licenze di Natale insieme, estati insieme. Un solo ricordo per tutti. Ad Augusta, io comandante dell’Ardito, lui comandante della flottiglia cacciamine: siamo entrambi per il cambio del Cincnav, cerimonia tradizionale che vede tutte le unità schierate per la rassegna in mare da parte del nuovo Comandante in Capo della Squadra. Il giorno prima, io a pranzo da lui, lui a cena da me, nel pomeriggio insieme nell’unico cinema della città. Non ci siamo mai ricordati quale film avessero proiettato, perché abbiamo passato tutto il tempo a parlare, a raccontarci le esperienze, a scambiarci racconti delle nostre famiglie. Il giorno dopo la cerimonia protocollare, mollati gli ormeggi, dirigo per il rientro alla Spezia e, appena lasciate le ostruzioni di Augusta, vedo l’intera formazione di cacciamine pronta a defilarmi di controbordo. Una iniziativa di Ioia, un saluto davvero marinaresco! Impartisco gli ordini e, quando il primo cacciamine, che aveva a riva l’insegna del Comandante Superiore in mare, passa all’altezza della mia plancia, faccio rendere gli onori con l’equipaggio schierato. In quella circostanza, lui era superiore a me e gli dovevo gli onori. Poco dopo, per radio, la voce di Ioia: Paolo, mi dice, sei forse l’unico che conosce le procedure in mare, grazie, amico mio, buon vento. Voglio però ricordare l’ultima volta che l’ho visto, sofferente e già in coma nel letto dell’ospedale. Lia mi aveva avvertito che era agli ultimi istanti. Sono entrato in camera con gli occhi lucidi ed un groppo in gola. Ioia si riscuote, forse ha intuito la mia presenza perché apre gli occhi, mi sorride con quel suo sorriso leale, aperto, sincero, che gli avevo sempre visto, apre la mano e mi fa cenno di “ciao”. Poi…se ne è andato, la sua mano nella mia. Ciao, amico mio sincero, sportivo eccezionale, compagno di studi, di squadre sportive, di avventure e di una vita intera, ti porto sempre con me.
Ricevo da Paolo Pagnottella questo bellissimo ricordo del caro Ioia. La loro amicizia parte da lontano, comincia a Venezia e dura una vita.
Un retroscena di Milazzo: l’avventura di Carla e Cristina Quando dai Grifoni fu proposta una riunione a Milazzo in occasione della presentazione del libro “Giro del mondo dell’Orsa Maggiore” di Fabio Ghia e Armando Leoni, Carla Boeris ed io accogliemmo l’idea con molto entusiasmo. In realtà, lo scopo, per noi molto attraente, era soprattutto quello di festeggiare a sorpresa l’ammiraglio Iannucci. Io lavoravo ancora, ma avevo la possibilità di programmare una breve pausa fuori dall’ordinario e la prospettiva di trascorrere un week-end un po’ allungato in Sicilia a fine ottobre era decisamente accattivante. Fra l’altro, avevo un particolare desiderio di incontrare di persona l’ammiraglio, perché volevo esprimergli la mia gratitudine per quanto era stato vicino a Claudio nell’ultimo periodo della sua vita e per l’affetto che aveva dimostrato a me dopo la sua scomparsa. Prenotammo per tempo un volo Easyjet e due stanze di albergo in centro a Milazzo, ma, in prossimità della partenza, fu proclamato da CGIL, CISL etc. uno sciopero di tutti i trasporti pubblici e privati proprio per il giorno fissato: panico! Il nostro volo sarà fra quelli cancellati? L’incontro si farà lo stesso? Scrivo ad Armando…sembrava che Easyjet non scioperasse…Armando sembra fiducioso: “Credo che in qualche modo vi faranno partire”… poi arriva la notizia: volo cancellato! Me la comunica Carla, che è in autobus, ma ha ricevuto il messaggio da Easyjet: mi dice di affrettarmi a fissare un volo il giorno prima (giovedì invece che venerdì: da notare che la notizia arriva mercoledì pomeriggio… per fortuna non ho impegni di lavoro e posso anticipare). Le prenotazioni stanno andando a ruba. Carla è più abituata di me a prenotare online (prende abitualmente i voli per la Sardegna e ha sul telefono la app di Easyjet) e riesce a fissare un posto sul volo delle 11.10. Io cerco di arrabattarmi, ma esito davanti a una domanda che non capisco ed ecco che il volo delle 11.10 è sold out! Cerco disperatamente un altro volo: c’è solo quello delle 7 da Malpensa e, per fortuna, riesco a bloccare subito un posto. Mando un messaggio ad Armando (sono le 18.16) e vado a preparare la valigia. Per arrivare a Malpensa alle 5, devo prenotare un taxi per le 4….ciò significa che punterò la sveglia alle 3.15…. notte in bianco! In pratica ho fatto 3 colazioni: una a casa, lo spuntino in aereo e poi, arrivata all’aeroporto di Catania, davanti a delle meravigliose brioche alla crema, come potevo resistere? Catania mi accoglie con una giornata strepitosa: cielo azzurro, sole limpido e una leggera brezza mattutina: la stanchezza svanisce. Ben rinfrancata dalla brioche, cerco il pullman per Milazzo e mi siedo su una panchina in attesa: sono le 9.30 circa. Immancabile, arriva la telefonata di Armando, che è preoccupato per la mia sorte: “Cristina, dove sei? Tutto bene?”. Lo rassicuro: sono ormai in dirittura d’arrivo! Tra l’altro, a Milazzo, riesco a scendere alla fermata giusta: l’albergo è vicinissimo. Mi sistemo e attendo notizie di Carla. Bisogna sapere che a Milazzo ci sono 2 o 3 alberghi che nel loro nome hanno la parola “Milazzo” e il nostro era uno di quelli: la cosa può creare confusione in chi arriva per la prima volta. Difatti Carla, dopo aver chiesto all’autista la fermata per l’hotel Milazzo, scende dal pullman in una zona diversa dal centro. L’albergo non è vicinissimo alla fermata e Carla mi chiama per chiedermi indicazioni: i luoghi che le descrivo non corrispondono a quello che lei vede… mi parla di un distributore di benzina, che in centro non c’è….comunque riesce a raggiungere l’albergo indicato dall’autista e ha la conferma che non è quello da noi prenotato. Chiede che le chiamino un taxi: arriva una Ritmo normale che non ha l’aspetto di un taxi e dentro ci sono due “figuri” che la inquietano un po’… mi chiama dal taxi….”Spero di arrivare…”… ansia da parte mia, ma poi tutto si conclude bene, per fortuna! Dopo queste avventure ci aspettavano pranzi meravigliosi, in particolare il surprise party in onore di Iannucci, che davvero era all’oscuro di tutto: coloro che erano eroicamente riusciti ad arrivare nonostante le avversità lo attendevano con il bicchiere in mano per circondarlo in un unico abbraccio! A seguire, un superlativo buffet preparato da Marilena!
Non ci facciamo mancare niente! La bellezza di due nuovi articoli uno di Cristina De Pol su Milazzo e uno di Paolo Pagnottella in ricordo di Alessandro Valentini
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Accademia Navale 1965-1969
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IOIA - Amico da sempre La nostra prima franchigia (al Morosini), ancora in divisa da casa, al Lido di Venezia nell’ottobre 1962 Ero a bordo del vaporino che, dalla stazione di Santa Lucia, mi avrebbe portato a Sant’Elena, sede dell’allora Collegio Navale “Morosini”. Estate del 1962 appena terminata, con ancora nelle orecchie “Cuando calienda el sol” dei Los Hermanos Rigual, tormentone del periodo oppure “Let’s twist again” di Chubby Checker. Avevo vinto il concorso per il Collegio navale ed ero in viaggio, portando con me “solamente lo spazzolino da denti”, come recitava la lettera di convocazione, rigorosamente in giacca e cravatta nonostante il caldo afoso. Mia madre, per farmi sentire già adulto, era scesa alla stazione di Padova, lasciandomi compiere l’ultimo tratto da solo, responsabile, da allora in poi, di ogni azione, da ometto. Sul ponte del traghetto, con l’aria in faccia, pensavo a cosa mi avrebbe aspettato ora che dovevo sbrigarmela da solo. Vedo poco distante un altro ragazzo, poco più alto di me, anche lui in giacca e cravatta e senza bagaglio: ci guardiamo e, non ricordo bene chi fece la prima mossa, ma ci siamo avvicinati e chiesti: anche tu vai al Morosini? Sì, piacere, mi chiamo Alessandro Valentini, vengo da Carbonia (pronunciata con lo “o” molto stretta), sai dove si trova? In Sardegna, credo, gli rispondo. Bravo, sei fra i pochi che lo sanno. Una vigorosa stretta di mano, una solidarietà che inizia così, spontaneamente. Mi chiamo Alessandro ma in casa tutti mi chiamano Joia. Che liceo? Classico. Che matricola ti hanno assegnato? La sua era 303, la mia 301. Ma allora tu sei il Capocorso, mi dice. Sbarchiamo insieme a Sant’Elena, percorriamo il centinaio di metri fra gli alberi, valichiamo il ponticello (che poi ci sarebbe diventato tanto familiare, sovrastato da “Camillo”, il leone alato di San Marco che, sulla colonna di ingresso, fa buona guardia). La sera, non lo nego, dopo la prima vestizione da marinaretti, il taglio dei capelli e le prime nozioni di disciplina, una punta di nostalgia e di riflessione. Così, dopo la frugale e velocissima cena, prima dell’adunata per salire al dormitorio, mi ritrovo su una panchina: Ioia mi raggiunge, si siede vicino a me, mi mette una mano sulla spalla e mi dice: ora ce la dobbiamo sbrigare da soli! Non ci siamo più lasciati, tre anni di Scuola Navale Militare, quattro di Accademia, le campagne estive su “Vespucci” e “San Giorgio”, poi imbarchi differenti, io sui sommergibili, lui sulle “navi grigie”. Ma ad ogni occasione di incontro, abbracci fraterni, confidenze, stessa sincera vicinanza, come quel primo giorno sul vaporino! Tutta la vita ci siamo voluti veramente bene, senza ombre, senza un solo screzio, sempre lealmente vicini. Vacanze insieme al mare ed al soggiorno di Cortina (era un ottimo, instancabile pianificatore di gite e camminatore), licenze di Natale insieme, estati insieme. Un solo ricordo per tutti. Ad Augusta, io comandante dell’Ardito, lui comandante della flottiglia cacciamine: siamo entrambi per il cambio del Cincnav, cerimonia tradizionale che vede tutte le unità schierate per la rassegna in mare da parte del nuovo Comandante in Capo della Squadra. Il giorno prima, io a pranzo da lui, lui a cena da me, nel pomeriggio insieme nell’unico cinema della città. Non ci siamo mai ricordati quale film avessero proiettato, perché abbiamo passato tutto il tempo a parlare, a raccontarci le esperienze, a scambiarci racconti delle nostre famiglie. Il giorno dopo la cerimonia protocollare, mollati gli ormeggi, dirigo per il rientro alla Spezia e, appena lasciate le ostruzioni di Augusta, vedo l’intera formazione di cacciamine pronta a defilarmi di controbordo. Una iniziativa di Ioia, un saluto davvero marinaresco! Impartisco gli ordini e, quando il primo cacciamine, che aveva a riva l’insegna del Comandante Superiore in mare, passa all’altezza della mia plancia, faccio rendere gli onori con l’equipaggio schierato. In quella circostanza, lui era superiore a me e gli dovevo gli onori. Poco dopo, per radio, la voce di Ioia: Paolo, mi dice, sei forse l’unico che conosce le procedure in mare, grazie, amico mio, buon vento. Voglio però ricordare l’ultima volta che l’ho visto, sofferente e già in coma nel letto dell’ospedale. Lia mi aveva avvertito che era agli ultimi istanti. Sono entrato in camera con gli occhi lucidi ed un groppo in gola. Ioia si riscuote, forse ha intuito la mia presenza perché apre gli occhi, mi sorride con quel suo sorriso leale, aperto, sincero, che gli avevo sempre visto, apre la mano e mi fa cenno di “ciao”. Poi…se ne è andato, la sua mano nella mia. Ciao, amico mio sincero, sportivo eccezionale, compagno di studi, di squadre sportive, di avventure e di una vita intera, ti porto sempre con me.
Ricevo da Paolo Pagnottella questo bellissimo ricordo del caro Ioia. La loro amicizia parte da lontano, comincia a Venezia e dura una vita.
Un retroscena di Milazzo: l’avventura di Carla e Cristina Quando dai Grifoni fu proposta una riunione a Milazzo in occasione della presentazione del libro “Giro del mondo dell’Orsa Maggiore” di Fabio Ghia e Armando Leoni, Carla Boeris ed io accogliemmo l’idea con molto entusiasmo. In realtà, lo scopo, per noi molto attraente, era soprattutto quello di festeggiare a sorpresa l’ammiraglio Iannucci. Io lavoravo ancora, ma avevo la possibilità di programmare una breve pausa fuori dall’ordinario e la prospettiva di trascorrere un week-end un po’ allungato in Sicilia a fine ottobre era decisamente accattivante. Fra l’altro, avevo un particolare desiderio di incontrare di persona l’ammiraglio, perché volevo esprimergli la mia gratitudine per quanto era stato vicino a Claudio nell’ultimo periodo della sua vita e per l’affetto che aveva dimostrato a me dopo la sua scomparsa. Prenotammo per tempo un volo Easyjet e due stanze di albergo in centro a Milazzo, ma, in prossimità della partenza, fu proclamato da CGIL, CISL etc. uno sciopero di tutti i trasporti pubblici e privati proprio per il giorno fissato: panico! Il nostro volo sarà fra quelli cancellati? L’incontro si farà lo stesso? Scrivo ad Armando…sembrava che Easyjet non scioperasse…Armando sembra fiducioso: “Credo che in qualche modo vi faranno partire”… poi arriva la notizia: volo cancellato! Me la comunica Carla, che è in autobus, ma ha ricevuto il messaggio da Easyjet: mi dice di affrettarmi a fissare un volo il giorno prima (giovedì invece che venerdì: da notare che la notizia arriva mercoledì pomeriggio… per fortuna non ho impegni di lavoro e posso anticipare). Le prenotazioni stanno andando a ruba. Carla è più abituata di me a prenotare online (prende abitualmente i voli per la Sardegna e ha sul telefono la app di Easyjet) e riesce a fissare un posto sul volo delle 11.10. Io cerco di arrabattarmi, ma esito davanti a una domanda che non capisco ed ecco che il volo delle 11.10 è sold out! Cerco disperatamente un altro volo: c’è solo quello delle 7 da Malpensa e, per fortuna, riesco a bloccare subito un posto. Mando un messaggio ad Armando (sono le 18.16) e vado a preparare la valigia. Per arrivare a Malpensa alle 5, devo prenotare un taxi per le 4….ciò significa che punterò la sveglia alle 3.15…. notte in bianco! In pratica ho fatto 3 colazioni: una a casa, lo spuntino in aereo e poi, arrivata all’aeroporto di Catania, davanti a delle meravigliose brioche alla crema, come potevo resistere? Catania mi accoglie con una giornata strepitosa: cielo azzurro, sole limpido e una leggera brezza mattutina: la stanchezza svanisce. Ben rinfrancata dalla brioche, cerco il pullman per Milazzo e mi siedo su una panchina in attesa: sono le 9.30 circa. Immancabile, arriva la telefonata di Armando, che è preoccupato per la mia sorte: “Cristina, dove sei? Tutto bene?”. Lo rassicuro: sono ormai in dirittura d’arrivo! Tra l’altro, a Milazzo, riesco a scendere alla fermata giusta: l’albergo è vicinissimo. Mi sistemo e attendo notizie di Carla. Bisogna sapere che a Milazzo ci sono 2 o 3 alberghi che nel loro nome hanno la parola “Milazzo” e il nostro era uno di quelli: la cosa può creare confusione in chi arriva per la prima volta. Difatti Carla, dopo aver chiesto all’autista la fermata per l’hotel Milazzo, scende dal pullman in una zona diversa dal centro. L’albergo non è vicinissimo alla fermata e Carla mi chiama per chiedermi indicazioni: i luoghi che le descrivo non corrispondono a quello che lei vede… mi parla di un distributore di benzina, che in centro non c’è….comunque riesce a raggiungere l’albergo indicato dall’autista e ha la conferma che non è quello da noi prenotato. Chiede che le chiamino un taxi: arriva una Ritmo normale che non ha l’aspetto di un taxi e dentro ci sono due “figuri” che la inquietano un po’… mi chiama dal taxi….”Spero di arrivare…”… ansia da parte mia, ma poi tutto si conclude bene, per fortuna! Dopo queste avventure ci aspettavano pranzi meravigliosi, in particolare il surprise party in onore di Iannucci, che davvero era all’oscuro di tutto: coloro che erano eroicamente riusciti ad arrivare nonostante le avversità lo attendevano con il bicchiere in mano per circondarlo in un unico abbraccio! A seguire, un superlativo buffet preparato da Marilena!
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Ricevo da Paolo Pagnottella questo bellissimo ricordo del caro Ioia. La loro amicizia parte da lontano, comincia a Venezia e dura una vita.
Un retroscena di Milazzo: l’avventura di Carla e Cristina Quando dai Grifoni fu proposta una riunione a Milazzo in occasione della presentazione del libro “Giro del mondo dell’Orsa Maggiore” di Fabio Ghia e Armando Leoni, Carla Boeris ed io accogliemmo l’idea con molto entusiasmo. In realtà, lo scopo, per noi molto attraente, era soprattutto quello di festeggiare a sorpresa l’ammiraglio Iannucci. Io lavoravo ancora, ma avevo la possibilità di programmare una breve pausa fuori dall’ordinario e la prospettiva di trascorrere un week-end un po’ allungato in Sicilia a fine ottobre era decisamente accattivante. Fra l’altro, avevo un particolare desiderio di incontrare di persona l’ammiraglio, perché volevo esprimergli la mia gratitudine per quanto era stato vicino a Claudio nell’ultimo periodo della sua vita e per l’affetto che aveva dimostrato a me dopo la sua scomparsa. Prenotammo per tempo un volo Easyjet e due stanze di albergo in centro a Milazzo, ma, in prossimità della partenza, fu proclamato da CGIL, CISL etc. uno sciopero di tutti i trasporti pubblici e privati proprio per il giorno fissato: panico! Il nostro volo sarà fra quelli cancellati? L’incontro si farà lo stesso? Scrivo ad Armando…sembrava che Easyjet non scioperasse…Armando sembra fiducioso: “Credo che in qualche modo vi faranno partire”… poi arriva la notizia: volo cancellato! Me la comunica Carla, che è in autobus, ma ha ricevuto il messaggio da Easyjet: mi dice di affrettarmi a fissare un volo il giorno prima (giovedì invece che venerdì: da notare che la notizia arriva mercoledì pomeriggio… per fortuna non ho impegni di lavoro e posso anticipare). Le prenotazioni stanno andando a ruba. Carla è più abituata di me a prenotare online (prende abitualmente i voli per la Sardegna e ha sul telefono la app di Easyjet) e riesce a fissare un posto sul volo delle 11.10. Io cerco di arrabattarmi, ma esito davanti a una domanda che non capisco ed ecco che il volo delle 11.10 è sold out! Cerco disperatamente un altro volo: c’è solo quello delle 7 da Malpensa e, per fortuna, riesco a bloccare subito un posto. Mando un messaggio ad Armando (sono le 18.16) e vado a preparare la valigia. Per arrivare a Malpensa alle 5, devo prenotare un taxi per le 4….ciò significa che punterò la sveglia alle 3.15…. notte in bianco! In pratica ho fatto 3 colazioni: una a casa, lo spuntino in aereo e poi, arrivata all’aeroporto di Catania, davanti a delle meravigliose brioche alla crema, come potevo resistere? Catania mi accoglie con una giornata strepitosa: cielo azzurro, sole limpido e una leggera brezza mattutina: la stanchezza svanisce. Ben rinfrancata dalla brioche, cerco il pullman per Milazzo e mi siedo su una panchina in attesa: sono le 9.30 circa. Immancabile, arriva la telefonata di Armando, che è preoccupato per la mia sorte: “Cristina, dove sei? Tutto bene?”. Lo rassicuro: sono ormai in dirittura d’arrivo! Tra l’altro, a Milazzo, riesco a scendere alla fermata giusta: l’albergo è vicinissimo. Mi sistemo e attendo notizie di Carla. Bisogna sapere che a Milazzo ci sono 2 o 3 alberghi che nel loro nome hanno la parola “Milazzo” e il nostro era uno di quelli: la cosa può creare confusione in chi arriva per la prima volta. Difatti Carla, dopo aver chiesto all’autista la fermata per l’hotel Milazzo, scende dal pullman in una zona diversa dal centro. L’albergo non è vicinissimo alla fermata e Carla mi chiama per chiedermi indicazioni: i luoghi che le descrivo non corrispondono a quello che lei vede… mi parla di un distributore di benzina, che in centro non c’è….comunque riesce a raggiungere l’albergo indicato dall’autista e ha la conferma che non è quello da noi prenotato. Chiede che le chiamino un taxi: arriva una Ritmo normale che non ha l’aspetto di un taxi e dentro ci sono due “figuri” che la inquietano un po’… mi chiama dal taxi….”Spero di arrivare…”… ansia da parte mia, ma poi tutto si conclude bene, per fortuna! Dopo queste avventure ci aspettavano pranzi meravigliosi, in particolare il surprise party in onore di Iannucci, che davvero era all’oscuro di tutto: coloro che erano eroicamente riusciti ad arrivare nonostante le avversità lo attendevano con il bicchiere in mano per circondarlo in un unico abbraccio! A seguire, un superlativo buffet preparato da Marilena!
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